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Eros e Polis

agosto 20, 2014

Claudia Zironi, Eros e polis , Terra d’ulivi

Claudia, non so se più o meno civettuosamente, va dicendo che non scrive, smentendosi poi con la stampa di questa o di altra opera. Gli esiti della sua fatica letteraria sono felici, padroneggia materia e stilemi, piega il verso al suo volere.
La sua ultima opera ha un titolo intrigante che invita il lettore a porsi ad un’immediata lettura con l’intento di cogliere come sia state coniugati i due lessemi., così ricchi di mito e di polisemie.
Subito la mente ci corre ad Eros, dio dell’amore, contrapposto a Thanatos, dio della morte; Eros è pulsione vitale, incontenibile , che esplica il suo fine nel rapporto amoroso-sessuale .
Figura positiva, beneaugurante. Polis è parola greca ma già era diffusa con il significato di comunità prima ancora di città; è termine che lungo il corso del tempo è scaduto nella significanza; la comunità con i suoi valori condivisi e comunque aperti ai mutamenti del volere dei cittadini, è diventata espressione delle nostre nude città, spesso ricche e opulente che celano abissi di lordure e di misfatti. La nostre polis sono un aggrovigliato di cemento, sono solitudine e gracchiante, ininterrotto ciarlare, rumori offensivi, nessuna attenzione all’altro, scarsa convivialità, silenzio che si spalanca all’interno delle persone.
Dunque Eros, si contrappone a polis , ma Eros all’interno della moderna polis quali fattezze assume , quali aspetti è limitato a mostrare? Di lui rimane l’aspetto sessuale, ma frettoloso; un sesso praticato con violenza o con silenzio, perfino con svogliatezza. E’ scarnificato, è anche esercizio ginnico, dà corpo a fantasie, inganna e ruba affetti. L’aspetto amoroso è fragile, si spezza senza una ragione consistente, fugge lasciando l’amante abbandono alla mercé della polis.
Chi pensa di trovare versi erotici rimarrà deluso; vi sono poche poesie autenticamente erotiche perché la poesia di Claudia è poesia di un amore concluso con un addio . La poetessa usa sempre la prima persona, si fa protagonista di empito e di un vuoto; lei è la perdente, a lei sono rimasti i ricordi. Ma sappiamo che i ricordi dell’amore perduto sanno di salso per le lacrime versate. Eros , penso, dica più di Amore; essendo pulsione vitale, quando è allontanato indebolisce quello stesso slancio fino a far desiderare il suo opposto.
Si legga la poesia di pagina 54, drammatica e credo autentica; inizia con “ Accoltellami squarciami fammi a brandelli / appendimi a piedi in giù come si fa con i maiali /………………./ Finiscimi perché non sopporto / questo tuo amore blando/ che sfinisce di menzogne.”
Non ci è difficile immaginare la distanza in cui si collocano Eros e Polis : vita e menzogna.
Fra di loro non può durare l’incontro e quanto di forte e generoso, di oblativo c’è nell’amore, viene dalla donna, in questo caso che si è lanciata nella danza sentimentale pur conoscendone la deriva, disposta a darsi quanto è sopportabile di sofferenza.
Alla fine abbiamo letto un libro quasi casto dell’amore finito, e il verso accompagna il ritmo come scaturisse spontaneamente da una sorgente non ancora esaurita.

Narda Fattori

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